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Riflessioni 2 novembre 2009 · lettura 1 min · 5417 letture

Tu dell'ultimo banco

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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" Eih, tu dell'ultimo banco, dimmi, a piacere, qualcosa su un poeta dei nostri giorni..." " Mah, non saprei..." " Vediamo... Conosci la Merini? " - No - - Seduto, asino! – E' morta proprio ieri, avrò per lei una prece coi pallidi pensieri del mio cuore, e la vedrò fra quelli che vado a visitare ...e son già tanti. Pensosi camposanti tinti di ogni colore sentono il calpestio di lunghe file dal giorno di Ognissanti, e fino al 2 Novembre, per regalare un fiore a quanti si hanno vivi nei ricordi. Giù nell'ultima via, dove c'è una crocetta mal ridotta, sarà colei che non ho conosciuta nella sequenza vuota fra i tiepidi intervalli di una vita vissuta un po' a singhiozzo. Avrà per me parole di pazienza e mi dirà di nuove, di belle e folgoranti trasgressioni, e della mia ignoranza farà precetti limpidi, ma buoni, senza la tracotanza di chi ha pretesa d'essere creduto, e io la seguirò... ma non l'avrò capita mai abbastanza.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (4)

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Giovanna De Santis2 novembre 2009

dalla commozione ritrovo poche parole intensa poesia dedicata a d una'elevata persona che mi auguro che non solo noi (di sicuro) ma anche la gioventù riesca ad improntarsi delle parole indelebili che ha lasciato. poesia esposta anch'essa d'elevata maestria dall'autore .apprezzatissima

Silvana Poccioni2 novembre 2009

Una riflessione- dedica profonda e significativa, in versi che suonano anche come monito ad una gioventù troppo distratta per apprezzare ciò che spesso solo la poesia sa intuire. Molto condivisa

Clodiaf09042 novembre 2009

Il lascito dei grandi ce li fa sentire vicini, vicinissimi. Perché hanno sofferto e soffrono come noi e con noi. Apprezzata.

Carla M Casula5 novembre 2009

A mio parere, è la più "ispirata" tra le poesie dello Speciale e, certamente, si rivela come la più originale (nell'accezione positiva del termine) giacché presenta una struttura stilistica in prosìmetri (l'incipit dialogato conferisce maggior intensità e vivacizza il testo) ed un contenuto non convenzionale nel quale l'autore, con grande ed apprezzabilissima umiltà, candidamente ammette di non conoscere la Grande Poetessa e chiede, dunque, benevola comprensione. Una lettura che, sin dal titolo, ha attratto la mia attenzione e mi ha profondamente coinvolto e indotto ad intimistiche riflessioni. Un componimento di straordinaria chiarezza espositiva ed espressività. Immensamente apprezzata!