A sa morte
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (3)
Non capisco il sardo anche se trovo che sia una lingua stupenda... L'ho letta e riletta e la trovo anche in italiano molto bella... Tema molto sentito, come non essere d'accordo? I versi sono scritti stupendamente
bella ed imperiosa come la sua lingua, penetra sferzando un brivido, immaginando l'uso in un contesto popolare tipico della Sardegna "sas garas" ma la immagino anche recitata con enfasi tra timbrica profonda e tono bisbigliato è stupenda, grazie.
La visione della morte tratteggiata dall'autore è riflessiva, quasi indolore ed incline alla positività,catartica. Una morte idilliaca ed idealizzata, realizzazione alla quale agognamo tutti noi. Pregevolissima ottava, ineccepibile sotto il profilo stilistico, gradevole, marcatamente esplicativa e non inquietante (...per me che sono un po'superstiziosa) per quel che concerne la trattazione del contenuto. Fluida, organica e molto espressiva la versione italiana, INSUPERABILE la stesura originale in Lingua Sarda. Apprezzatissima!



