Insofferenza
Il tempo che inchioda i miei passi
è il frutto più acerbo del nulla,
la corsa sui piccoli sassi
rallenta, si arresta e mi turba.
Infondo c'è solo l'attesa
che mitiga il canto di Giugno,
riparte ogni giorno l'ascesa
nel vuoto tremendo d'Autunno.
Il mondo che mi hai regalato
si spacca in mille frammenti
ma muore sgelando d'un fiato
su pagine miste a lamenti.
©
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