Ma allora
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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Eccola, almeno secondo il mio giudizio (che per me è però essenziale) una vera poesia, di quelle con la P maiuscola. Che non suscita, come spesso capita all'autore, molti commenti, perché spesso il bello sfugge specie a noi poetastri che concediamo solo il plauso a chi sappiamo che, a sua volta, rivolgerà elogi sperticati alle nostre operette. In ricambio, diciamolo pure apertamente. Questo canto del Curreli ha in sè il dolore per l'evento della morte, soprattutto nel sensibilissimo rimpianto per tutto quello che dopo l'estremo passo ci sarà portato via: i mufloni alla fonte, il vento di primavera, la menoria dei sapori dell'infanzia. Una poesia bellissima. Detto da uno che adopera poco o mai i superlativi.
E' davvero imbarazzante la sensazione che provo dopo la lettura di questi versi... Giudico il componimento di un'eleganza e di una compiutezza disarmanti. Non trovo i vocaboli adatti, perciò riassumo con l'espressione "PURA POESIA"...

