Halo

Il vento è più fresco stasera,
più lento sta calando il sole
spero in una luce sotto le parole,
che ci riporti al mondo com'era.
è il brivido lento che scorre,
il fascio di stelle che splende
un attimo dopo si spegne
su un fiume che cieco non scorre.
Ho visto brillare un abito bianco,
filmati sgranati del tempo trascorso
pugnala nel fegato, sordo, il rimorso,
e il volo nel blu precipita stanco.
Sento sfiorare da un'ombra il mio corpo,
un arco spezzato che tende una freccia
si spacca violento aprendo una breccia
su un muro di fiori che osservo distorto.
Non ci sei stanotte, ma ti sento,
come il mare quando sbatte sugli scogli
come il niente di uno sguardo che distogli
che è spazzato via da un alito di vento.
Il vetro che osservo è rigato di sabbia
di scatole vuote che devo riempire
ricordi di un mondo già pronto a svanire.
E' assurdo pensare che tu non ne abbia.
Ci sono le foto di estati trascorse,
scacchiere, magliette e i film di avventura,
i libri a cui nego un'altra lettura,
piumoni, antenne, le cinte e le borse.
Le rose bianche seccate a Lisbona,
l'oceano e quei ciottoli a forma di cuore,
pupazzi dei film e l'anno che muore,
i fiori intrecciati di una corona.
Un corvo, un fantasma e mille canzoni,
le foglie asciugate di gioie d'alloro,
biglietti di metro, orecchini d'oro,
candele, capelli, specchi e emozioni.
sfugge ancora quell'ombra lontana
dagli occhi cobalto mi osserva stranita
un pianto congela quell'aura svestita
urlando il dolore si strazia ed esala.
Attendo la notte quando scende sul mio letto,
quando abbraccia il mio volto contratto,
e sfiorando le lacrime, d'un tratto,
s'addormenta tenendomi stretto.
©
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