Terre d'Inverno
Nulla or m'è più dolce
che l'andar per silenzi
tra le padane brume.
Stupir di galaverne come
fiori di cristallo mattutini,
gotici racemi novembrini.
Ammutolir alle infreddate aurore
trafilanti rosei pallori
dentro filari di querce immote,
lungo deserti argini di fiumi.
Riempir la pipa di caldi profumi,
Virginia, Latakia e il buon Kentucky,
e ammirare le eteree volute,
che un terragno soffio dipana,
con matasse di azzurrognoli fili.
Qui mi riposo, si calma l'energia,
cala il tempo dentro la terra chiusa,
e gli smarriti affanni cedono docili
ai morbidi incanti di un diafano cielo .
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (2)
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Presnaghe25 novembre 2009
bella, ha il senso di un antico primo Novecento quasi montaliano. dà un che di nostalgia metafisica e di quiete nell'introspezione; la ricerca linguistica la impreziosisce.
Silvia De Angelis15 settembre 2011
Versi musicali, e di particolare fascino, in un saper godere, con consapevolezza, nelle suadenti immagini dell'inverno, di rara bellezza... Poesia piaciutissima

