Il mare in tempesta

Chiederò perdono al mare in tempesta,
perché l'ho squadrato con gelo e paura,
chiudendomi dentro la gioia che desta
un'anima folle che al vento spergiura.
Vorrei volare leggero sopra i suoi schizzi,
sopra la furia che frena e attanaglia,
per poi librarmi a quel mondo di vizi
di un cuore di pietra che piano si squaglia.
Respingere il moto delle onde impazzite,
sentendosi inermi nel mezzo a annegare,
un vortice attira le membra sfinite,
e sorda riparte la voglia di urlare.
La voce che sibila pianti e lamenti,
rinnega le favole che ho colorato,
quegli occhi di cielo che vedo più spenti
sorridono fieri al tempo passato.
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