Stagione Ultima
Stagione ultima,
a laceranti silenzi incline.
Ferrigno è il cielo, ladro di luce.
Pietrami dilavati, pallidi
nella gora di Trebbia,
riversi e negati,
come uomini usati
dove lo sguardo posa
e soffre.
Mi chiudo come dita
dal gelo muto rattratto
di una forra sconosciuta,
senza solchi né traccia
ove volgere i passi.
La sera cala senza
accese lanterne,
tacciono le stelle
cieche di fiamma.
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Giovanna De Santis1 dicembre 2009
tristezza espressa in modo elevato con metafore stupende così l'ho letta ed apprezzata
