Veleno

Raccontami quello che c'era,
e non cosa sia venuto a mancare
i tagli inferti dalle spade,
non solo le lame e l'ebbrezza di sera.
Parlami di un futuro dimenticato,
senza l'orgoglio di averlo tradito,
la gioia piena di averlo assaggiato,
l'attimo in cui l'hai compreso svanito.
Elencami ogni gioia ed ogni dolore,
ogni spasmo che ti ho provocato,
quando i giorni mischiano l'odore,
dei profumi che hai dimenticato.
L'irrequietezza che ancora ti comanda,
ancora sbriciola i fiori ed ogni seme,
è il contrapporsi di un anima che sbanda
che sovrappone le ansie e che poi geme.
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Commenti (1)
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Salvatore Azzaro da Giarratana9 dicembre 2009
Il poeta, con questi versi forti e "pungenti", arriva all'Anima del lettore. Le rime ricercate e particolari propongono una poesia contemporanea e reale. Lirica entusiasmante... da meditazione. Che dire? stupenda... anzi di più.
