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Sociale 5 dicembre 2009 · lettura 3 min · 7230 letture

L'urlo di una madre

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Perché non tornasti a casa? Perché il mio cuore di madre era in pena? La luna era già sorridente sul calar della sera Estate che si sporca come d'asfalto di sangue E mi siedo qui sfogliando pagine di anime volate via come capelli tagliati e riccioli rapiti da vento e foglie Stringo la tua bambola e sfoglio foto che si corrodono sotto i pianti della mia ribelle rassegnazione Figlia di una madre che piange silenzi abbracciando lo spettro della sua bambina Ti cullo tra ninne nanne e nenie tra baci dei miei occhi lividi e tra buio che rompe la dimora dal suo terremoto Sono io, tua madre, riconosci la mia voce in questo coma rotto solo da sinapsi urlanti? Stringimi la mano come quando da neonata stringevi il mio mignolo nella tua culla... Sfoglio seduta sul tuo letto il tuo diario: vedo i tuoi sorrisi, riesco quasi a toccare la tua anima, dolce infanzia di abbracci e risate fra le mie dita e la tua pelle di salsedine e latte i ricordi scivolano via come acqua che non riesco a fermare come vortice che mi risucchia tra memorie di lame e denti serrati di chi non ammette il dolore Fu la strada a portarti via da me Fu il buio di un auto a portar via la tua voce e il tuo respiro e a sradicare vocali urlate nel mio svenir lento in questo inferno fatto di morte che non sa abbracciare le madri che corrono per strada gridando il nome della figlia, vergine sacrificata sotto i lampioni della notte unici testimoni del suo sangue, rivolo che cola come penitenze da soccombere per peccati di una vita intera sotto la croce delle astinenze Strinsi il tuo volto, pallido viso di un angelo Strinsi al petto il tuo corpo di un cigno che perse il volo Ti baciai le labbra di sangue come per darti il mio respiro, alito di vita che si spense sulla tua violacea bocca Correvano lacrime lungo le mie guance mentre il freddo mi penetrava le ossa ed io ti sistemavo i capelli dietro le orecchie, caldo corpo che perde calore tra le mie braccia, che cercano la tua voce, ancora una volta esser chiamata "mamma" in questa notte malefica di una maledetta invidia che ti rubò via Pianto in gola che mi bloccò la vita Sfoglio il tuo diario, disegni e poesie in penna nera e rosa d'inchiostro Sogno di un futuro che avrebbe baciato il tuo destino Sogno di quel primo bacio mai dato al ragazzo della scuola che dicevi era carino Sogno di quel bacio rinunciato ingoiato e rubato dai farabutti che guidavano quella maledetta auto di quella maledetta sera d'estate che ci rubò le anime. Morii anch'io in quel tuo bacio mai dato.
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Giorgia Spurio
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Commenti (15)

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Rossella Gallucci5 dicembre 2009

Non ci sono parole di conforto, il dolore di uma madre che ha perso una figlia in questo modo urla anche in silenzio... Questi versi sono un crescendo di emozioni, tanto dolore, dicono che la vita continua, ma per un genitore, per una madre vola via insieme al figlio... Perché la vita è così crudele ed ingiusta? Toccante nel profondo dell'anima...

El Corripio5 dicembre 2009

Descrizione straziante e così vera che sembra di viverla, con tutte le sue ansie ed i suoi dolori. Il Tema proposto è svolto in maniera ampia e ricco con dettagli di emozioni e sensazioni. A tratti può sembrar narrativa, ma sicuramente dovuta alla comunicabilità dei versi, molto apprezzata. Notevole la capacità di immedesimazione dell'autore/trice, meritevole d'esser segnalato/a.

Giorgio Lavino5 dicembre 2009

Forse questa poesia non è migliore delle sue altre liriche. Ma la bravura in quest'autrice non difetta mai. Nelle sue poesie non latitano mai le figure retoriche come la metafora, l'allegoria e il paradosso e trovi sempre un racconto esclusivo che diletta l'anima.

F
Franca Canfora5 dicembre 2009

Quasi impossibile restare indifferenti di fronte a questo dolore. E' strazio, è pianto, è rabbia, è amore stroncato di una madre per il figlio, ed è il buio dei giorni a venire.

Primula5 dicembre 2009

Straziante, toccante e purtroppo reale ...Tema ben sviluppato

Rita Minniti6 dicembre 2009

Versi che raccontano di un dolore che non avrà mai fine, durante un percorso di ore ed ore, trascorse nell'agonia peggiore, quella di un improvviso risveglio! Un prolungarsi dell'attesa per una fine già segnata dal destino, dove questo bisogno di sfogliare e sfogliare i ricordi, sembrano attutirne il dolore che, invece, è paurosamente comprensibile, terribilmente vero. Splendida composizione, toccante, molto toccante, che fa lacrimare l'anima e il cuore in uno scivolare di ansia, in uno scivolare di lacrime!

Doraforino6 dicembre 2009

Una poesia che ti porta un pianto in gola, come quell'urlo di madre quando la prese tra le braccia in una notte malefica... la sua figliola morta per mano di quei pirati della strada che guidavano in quella maledetta notte...

Angela Rainieri6 dicembre 2009

Versi che toccano l'anima, traboccanti del dolore e della rabbia di una madre per la perdita della figlia... Straziante, commovente, tema ben sviluppato.

Antonella Scamarda8 dicembre 2009

Poesia molto descrittiva. Nei dettagli tutto il pathos della tragedia. Nessun genitore dovrebbe sopravvivere ai propri figli,è crudele e innaturale. Eccellente... come sempre.

L
Lorenzo Crocetti8 dicembre 2009

Questa toccante manifestazione di sofferta poesia mi "costringe" forzatamente ad interrompere il mio silenzio sui commenti, da tempo mantenuto, in quanto non posso mancare, di fronte a così alte espressioni, di esprimere il mio sincero pensiero: BELLISSIMA.

Salvatore Ferranti8 dicembre 2009

Un quadro straziante di una tragedia che è la tragedia di tutti i gorni sulle nostre strade. C'è sempre qualcuno che non ritorna, purtroppo. Una perla di poesia, che mette a nudo un problema per il quale si fa sempre troppo poco.

Anna Maria Scamarda8 dicembre 2009

Cosa vi può essere di più straziante del dolore di una madre? Nulla. Anche, la Madonna, pur nella sua Santità, che implica una forza spirituale superiore a quella dei comuni esseri mortali, non potè impedire al suo lacerante dolore, l'urlo della propria anima ... per quella lama rovente che le trafisse il cuore ... Ogni mia lode a questo componimento. Per la forte componente emotiva che sa trasmettere e la superlativa espressione poetica.

Aldo Bilato9 dicembre 2009

gelida lama, cruda introspezione, grande anima, forza evocativa, straziante emozione.

N
Nikolas Malone11 dicembre 2009

ho sofferto con quella madre, l'ho vista! Magia del saper rendere con le porole i sentimenti e le immagini! Grazie.

t
teresa esposito corcione14 dicembre 2009

bella ma triste allo stesso tempo... leggerla ti lascia un nodo alla gola e ti toglie il fiato... credo ke non esistono parole ke possano dare un sostegno e andare avanti. perdere un figlio è come peere una parte di se stessa...