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Amore 11 agosto 2016 · lettura 1 min · 4091 letture

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Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Scappano sassi e dita, prendono le gambe ai fiori che d’estate preferirebbero il triste latrato di quell’amante inconsolabile, di quell’autunno che si glorifica per tutte le sue perdite. E mi tiro su la gonna per correre anche io verso l’inverno abbandonando il mare, e mi tolgo le scarpe e mi sciolgo i capelli, verso il cielo... - per abbandonare il mare-. Fuggono e volano pietre che rubano ali e collane di breccia per le nuvole e per i ciclamini che lasciano la traccia argentea delle lumache, delle dèe della terra. E mi tiro su i capelli per un bacio dal silenzio verso i poeti che scrivono di segreti e di riti e di nozze tra le stelle e le conchiglie. E mi chiudo le mani sugli occhi - anche io –, come le onde che il mare trattiene - mute ninfe dal cuore trasparente -, come le foglie e come i fiori e come le braccia bambine tendono gli steli d’erba alle cime, così a cercare l’autunno.
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Giorgia Spurio
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Commenti (2)

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Merlino11 agosto 2016

non un 'giudizio' ma solo approvazione per una lirica gradevolissima nei suoi versi attenti e 'pesati'. Si rimane ammirati dallo stile fluido e convincente

S
Sanzi12 agosto 2016

Si dice che il mare simboleggi la madre, chissà; anche dopo però c'è un riferimento al mondo matriarcale (-delle dee della terra-)