I pantheon dei segreti
Giorgia Spurio
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- E mi abbracci tra cenere e neve –
E mi inginocchio al cospetto
del cielo e della sua cattedrale,
mattoni di pensieri e di complotti,
silenzi di baci e finti matrimoni.
- E mi spio tra i pantheon di dèi dimenticati –
E le marmoree stanze
sono vesti greche per le fanciulle,
pepli leggeri tra le gambe nude.
- E mi ingabbio le urla tra le lune –
E mi abbraccio tra quei regali tanto bramati
- cenere e neve –
Scomparse dame e spettrali mani
e tra i nitriti della notte
corrono i fantasmi con i zoccoli
tra le lontananze.
E tu,
chiudo gli occhi,
non ci sei
- non più –
cola il tuo canuto pensiero,
fiore e nettare, pioggia e tempesta,
intrappolato tra i miei capelli
consumati fili tra le idee,
maestre le vie dove le cicute
lasciano il passaggio agli avvelenatori,
un mondo corrotto del colore del vino,
ma ho il passo dei miei zoccoli
tra i fantasmi dei tuoi scacchi
che sussurrano segreti
alle orecchie dei ronzini tra le pedine,
ed io, cado,
e tu, non ci sei
- non più -:
tumore – rumore - muto schiocco
sui rimuginanti affetti odiati,
ombre bicolori
tra le mani regine,
tra le madri e le figlie,
loro disoneste cicatrici.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Merlino19 ottobre 2016
un testo molto forte che mette la donna al centro di una sofferente 'pesantezza' (questo ripetere 'gli zoccoli' per due volte, anche su di sé come dover assumere, a volte, la pesantezza della vita) lei che leggiadra e di mente fine affronterebbe tutto con molta più forza di certi uomini. Gran lavoro

