La latta piegata

Ricordo una mano che mi stringeva
i pacchi e le luci di mille regali,
le carte stracciate di quei bei Natali,
adesso ricrepitano azionando una leva.
I temi di scuola scritti con nonno,
vetrine e giocattoli troppo costosi
non erano un freno dei miei genitori
la notte i bei film conciliavano il sonno.
C'era la magia di una famiglia unita:
la messa, l'attesa, i doni e il presepe,
la corsa incessante sin sotto l'abete
i piatti coi soldi, la tavola imbandita.
Non gioco a tombola ormai da troppi anni,
le statuine impolverate nello scatolone,
e quel puntale cui avevo dato nome,
è solo latta piegata dai miei danni.
C'è un atmosfera che stavo ricreando,
quando i regali felici scartavamo,
e nei tuoi occhi di luce penetravo,
ma ora è il bambino che solo sta giocando.
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Commenti (1)
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Antonella Scamarda20 dicembre 2009
E' bellissima... Velata di malinconia, c'è forse un po' di rammarico, per ciò che si è perduto... Mi sorprenderà sapere chi l'ha scritta? Comunque, ti giungano i miei auguri.
