Stalattiti

Dove la stalattite non tocca,
al suolo invia le gocce
come messaggere
della sua morte imminente.
Questo ghiaccio congela la bocca
del freddo ruvido delle rocce,
rimango a sedere
su di un lago inesistente.
In ogni attimo
Avrei voluto urlare la gioia
di averti avuta vicino
fino a far esplodere la brina
delle mie lacrime
e delle vene.
Perché in un attimo la storia
ha tinto di viola le sue pene
fondendo luce ed anime
col sole del mattino.
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Commenti (2)
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Antonella Scamarda21 dicembre 2009
Bellissima la metafora della stalattite... poesia intrisa di dolore, in una descrizione mai urlata, bensì sublimata in incantevole poesia! Bella davvero.
Silvia De Angelis21 dicembre 2009
Meravigliosi originali versi molto sentiti d'un malessere d'amore. Scorrevolissima lettura, poesia apprezzata tantissimo

