Padre

Padre,
non ti avvicinare,
lascia la purezza del mio corpo,
a chi un giorno lo vorra' amare.
Padre,
la mia bocca freme,
al sentire la tua lingua farsi spazio,
e le tue mani carezzare il mio orifizio.
Padre,
il dolore è atroce,
ma non solo del sangue del mio corpo che ora scorre,
ma del tuo incedere violento che io aborro.
Padre,
ora baci la mia mamma nel tuo letto,
mentre io asciugo le mie lacrime e il tuo sperma,
con lo stesso maledetto fazzoletto
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L'autore
Giovannip
Commenti (1)
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Benedetta Cavazza Miciamalvina28 dicembre 2009
poesia dall'impatto eccezionale, colpisce, coinvolge, commuove;
