Ricordi d'Inverno e di Maggio
Bello era cantare verdi salmi,
udirli tra fumi d'osteria,
con sentori di Gauloises e Chianti
su baveri grezzi di lana rialzati.
Bello era libero da affanni riposare
in angoli appartati, orgoglioso
di pagine nuove, di idee entusiasmanti.
Bello era correre l'aria dei Lungarni
e a Porta Romana indugiare
tra pungenti odori di trippai infreddati.
Bello era in Savonarola aspettarti
sotto il sole o la pioggia
e dividere con te i sogni,
ebbro di gioia e non smettere di baciarti.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (2)
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Silvia De Angelis7 gennaio 2010
Immagini e antiche rappresentazioni che scorrono nella mente per arrivare al ricordo di un amore... Bellissima poesia, molto ben elaborata e scorrevole di cui ho davvero gradito la lettura
Clodiaf09047 gennaio 2010
L'ho trovata affascinante l'atmosfera di questa poesia e molto "maschile".

