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Uomini 7 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2197 letture

Ricordi d'Inverno e di Maggio

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Bello era cantare verdi salmi, udirli tra fumi d'osteria, con sentori di Gauloises e Chianti su baveri grezzi di lana rialzati. Bello era libero da affanni riposare in angoli appartati, orgoglioso di pagine nuove, di idee entusiasmanti. Bello era correre l'aria dei Lungarni e a Porta Romana indugiare tra pungenti odori di trippai infreddati. Bello era in Savonarola aspettarti sotto il sole o la pioggia e dividere con te i sogni, ebbro di gioia e non smettere di baciarti.
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Pleonastica questa nota riferita agli entusiasmi di quel maggio e sentirsi partecipi e non spettatori di eventi densi di significato e di speranza

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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (2)

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Silvia De Angelis7 gennaio 2010

Immagini e antiche rappresentazioni che scorrono nella mente per arrivare al ricordo di un amore... Bellissima poesia, molto ben elaborata e scorrevole di cui ho davvero gradito la lettura

Clodiaf09047 gennaio 2010

L'ho trovata affascinante l'atmosfera di questa poesia e molto "maschile".