Così ti scrivo
Ti guardo dalla cima del mondo
Potenza che espande, lo spazio
da qui non si sente un rumore
ma vedo i tuoi occhi bagnati
su foto che grondano sale
certi giorni ti fanno star male
Siamo stati bambini noi due
prima tu che lo fosti per me
quando stavi cadendo reggevo
Il tuo debole passo insicuro
Poi l'aurora si fece tramonto
e a sorreggermi adesso eri tu
Primitivi pensieri tra noi
tu all'asilo e alla scuola, ma poi
io nel letto restavo a cercare
le parole perdute nel tempo
tu capivi e piangevi sommesso
e soffrivi ogni notte ma adesso
io di nuovo sorreggo
i tuoi passi nel tempo...
tu che mi porti dentro
che mi hai dato di nuovo la vita
e mi hai preso per mano
sei rimasto nel mondo per me
alza gli occhi un secondo
guarda nel firmamento e vedrai
il sorriso sereno di un padre
orgoglioso di te.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
Commenti (1)
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Daniela Pacelli7 gennaio 2010
Molto bella. Ripercorre il cammino di un amore nelle sue difficoltà superate nel sorreggersi l'un con l'altro. L'amore è anche questo, è comprendersi ed avere fiducia sempre. Bellissima
