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Uomini 10 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2447 letture

C'era una volta ora

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Le solite cose, i soliti giorni che chiedon ragione d'insaziabili affanni. Viandanti in un moto confuso, obbedienti, coerenti di un mondo smarrito, al migliore offerente proposto e svenduto. Gridi per strada, chiacchiere, insulti e il cielo ci guarda, non ha mani imploranti. Grezzo è l'oro nella banca dei sogni. e l'inverno manca il sole, l'estate la luna.
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Mi è capitato di rileggere questi miei pochi versi e li ho risentiti ancora vicini, tali da desiderare di riproporli30 marzo 2011
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (3)

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Pp10 gennaio 2010

Bellissimi versi... raccontano il succedersi degli eventi, che si vorrebbero più luminosi, più schiariti dalla luna... apprezzata!

Silvia De Angelis11 gennaio 2010

Ottima stesura poetica pe questa splendida poesia che, in pochi versi, racchiude il succedersi della realtà quotidiana trapelante amarezza per la meschinità dell'essere umano. Bellissima la sfumatura sul mancare del sole in inverno e della luna in estate... Questo autore non finisce mai di stupirci per la versatilità degli argomenti trattati e l'originalità della forma poetica. Poesia molto apprezzata

Nando Caturano17 gennaio 2010

Le tue poesie sono tute eccellenti. Ti catturano subito e ti trasportano in porti inprevisti. questa mi ha affascinato perché parla un po'di me.