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Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
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Aspetto che il meriggio,
quel meriggio d'estate, caldo e giallo,
porti il respiro fresco del maestrale
per capire che avrò di lui bisogno
come dell'intrigo che ci fece amare.
Sarà silenzio ancora
oltre il frinire sordo di cicale,
mai dome nell'arsura,
nell'immobile valle degli ulivi,
all'ombra secca e dura,
che sa di pane e lardo e un po' di sale.
Avrò bisogno dei silenzi d'oro,
per capire la brezza e il suo ristoro,
come avrò bisogno di te
per capire se ti amo o se ti ignoro.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (3)
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Paolo Eroli11 gennaio 2010
una poesia che fa' della pienezza dei versi il suo sapore ...bella ed intrigante come un meriggio d'estate dove ilsilenzio fa delle cicale un coro sommesso di parole dolci d'amore... Versi molto belli!
O
Orma Detruria12 gennaio 2010
leggiadra, di quella malinconia che non può far male, ma che ristora come solo sanno fare poche parole affidate al vento amico. bravo maestro e che rimanga scritta come una nota indelebile.
Saldan11 febbraio 2010
strepitosa questa poesia, caro gesù si merita un bel fiocco... i versi sono molto belli e la poesia è molto sentita! grande!


