Fiele e Speranza

Fiele e speranza
Stridono dentro,
Come un dito su un vetro appannato.
Lo specchiarsi vanesio del sole
Denota al giorno l'assenza,
anche di un misero segno,
di te,
relegato a un distratto passato.
Denotativo e illusorio,
quel segno cristallino,
riflesso
nello specchio impostore
che più non si annebbia
di un simil calore.
Denotativa e illusoria,
quell'assenza.
E ora che nuovi respiri
Alitano sui vetri,
Disvelano immobili
I tuoi vecchi segni:
come di un dito su un vetro appannato,
come di un graffio su un cuore d'acciaio.
Caduti i veli della denotazione
Torno il motore della mia scena:
Cade,
il pulito finto di un'illusione,
in cui sono stata tela,
e non pittore.
Teatro,
e non attore.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Moreno il Duca15 gennaio 2010
l'amarezza di una speranza che non ha prodotto i risultati sperati e voluti si specchiano in tutta la sua nitida apparenza nel profondo dell'anima ferita dove nessuno e niente riesce a confortarla, mi piace da morire la chiusa fatta con una metafora molto arguta e tagliente una bellissima poesia
