Senza fine

Riconosco,
come un cieco
la mia anima,
ne tocco le forme.
Accarezzo gli strappi
E le ferite infette
Mai curate
E so,
dove cercare le sue cicatrici.
Riconosco i solchi
Dei suoi piedi
Testardi
Sulle stesse strade
Infuocate,
e la puzza di stantio
Mi guida
Ai rifugi disperati
In cui si aggomitola a smaltire
La disperazione.
Sento i vuoti,
come fori di cannone
e non cerco inutilmente di riempirli.
Come un mondo,
attraverso ogni giorno
i suoi deserti sterminati
e le sue regioni gelide
e buie
e ogni giorno mi stupisco
di quanto siano vicine
ai suoi campi di margherite inondati di sole.
Come un viaggiatore,
ogni notte ripercorro il mio viaggio
mai uguale,
e riconoscendomi
ogni notte mi sorprendo
nuova.
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