Impressioni
17 gennaio 2010
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Mi perdo ad occhi aperti
Mi perdo
nel celato silenzio
dove il desiderio degli occhi
è succube di onde riflesse,
e dove l'alba fiorisce
in cieli perlati
e si rispecchia
in sbuffi di cipria
del mio universo.
E' lì,
che scosto fronde selvagge,
e tra roveti spinosi,
e ti ammiro,
come ninfa nel fiume
che aspetta...
che l'ardore del corpo
si dissolve
tra vapori di vita.
Spirali di sogno
mi riportano indietro,
a dove arrivasti inattesa
con ceste e lenzuola di lino,
per lavare alla riva del fiume
quei panni,
in soffice schiuma.
Ed io sono lì,
in quel profumo di donna davanti
per godere piume di vento
su dolci mammelle
tra strofinare di mani
e sudore di fronte
in quei pomeriggi di sole
nell'odor di salgemma
e frutti maturi.
E ogni giorno,
tutto compare
in preziosi riflessi di vita,
come il giogo piantato sul bue
per arare la terra,
e il sole sugli acini d'uva
e su pietre di muri
dei pozzi artesiani.
E ci sei tu
a darmi la mano,
e ad aggiustarmi quel fiocco
di stoffa,
e a darmi un buffetto
su guancia arrossita
per vedermi partire
in maniera un po' goffa
all'orazione del primo mattino
dal sapore di festa.
Mi perdo,
ad occhi aperti
nel prezioso viatico
di caramelle scartate
in colori diversi,
e in calci piazzati
ad un barattolo,
per sentirne le voci socchiuse
dentro un amico
cui confidarsi e...
sono ancora lì,
attento a non farmi sentire
dal divino disegno
che cresce ogni giorno,
come se il cielo d'un tratto
volesse svegliarmi di colpo,
e mi dica...
non è questo il tuo letto!
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