Attesa
Sulla soglia di un perenne ascolto,
come fili appesi al Tempo,
gioco enigmatico e perverso,
i giorni s'intrecciano confusi
e lo spazio dell'attesa si consuma
con chiedimenti invecchiati,
vuoti di senso.
Lemmi beffati da trapassi di stagioni
posano su pagine scritte con pazienza,
in spazi logori, senza meta.
Enigmatici ascolti, voci di rimbalzo
da venti di scogliera, echi frangiati
di estranea schiuma, inarrivati velieri,
assenti di risposta in un'assurda attesa.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (3)
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Stefano La Malfa21 gennaio 2010
Pennellate di versi delicate che trasmettono intime sensazioni. Ben strutturata la chiusa. Molto apprezzata.
Rasimaco21 gennaio 2010
un modo di far poesia intenso che dona emozioni e spunti al lettore... piaciuta
Silvia De Angelis22 gennaio 2010
Intense sensazioni e raffinata espressività donano pregio a questi versi che scorrono melodiosi durante la loro lettura... Lirica apprezzata


