Avrei voluto
Gesuino Curreli
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Avrei voluto sentire melodie di pianti,
l'eco di preci antiche sepolte
sotto gli alberi giganti,
in tombe di calcare, in monumenti
di riti profondissimi e ansimanti
l'eterna vetustà cantata ai venti.
Sibili tra le foglie, frecce di luce
e dardi penetranti la verde oscurità,
fra i palpiti di felci ed i lamenti
di frotte di mufloni, o gli innocenti
cinghiali sospettosi dei mie passi.
Sentire mandrie sparse
odorare nel bosco il turbamento
che emana coi suoi seni esuberanti,
fruscii d'orchestra, adagio d'altri tempi,
per scordare timore e scoramento
che oscurano i miei lampi,
rassegnato a una triste cecità.
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Chiaraluna FiorellaGiovannelli26 gennaio 2010
quanta triste malinconia nelle parole, ma, questa è vera poesia, con un una chiusa che lascia l'anima sola e in profondo pensare, molto molto bella,!
L
Lorenzo Crocetti26 gennaio 2010
Grande poesia, e lo dice uno che non si compromette mai troppo con elogiative espressioni. Signori lettori, seguite attentamente questi versi, che io non mi permetto di commentare perché sciuperei il senso di una poesia da gustarsi solo intimamente. E se non è un autentico poeta questo...

