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Morte 27 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2823 letture

Bambini di guerra

F
Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Una notte come un'altra notte e un'altra ancora corresti a lungo nel buio delle strade di periferia, non attendevi a giochi, a gare e l'anima batteva coi tuoi passi su selciati spaccati, con rombi assordanti, vieppiù vicini al tuo cuore impazzito di paura. Passata è quella notte come l'altra e l'altra ancora, tornato il giorno e la luce s'è posata sui tuoi occhi schiacciati all'angolo della via. Scomposti i tuoi capelli, lacere le vesti, strappate le tue carni come i tuoi sogni, brandelli, spazzatura che un carretto ha portato via.
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Nessuna considerazione5 maggio 2011
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (4)

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Giovanna De Santis27 gennaio 2010

toccante immediata arriva all'anima stupenda per come scorrevole ed espressa poesia da conservare e lodare

RaggiodiSole27 gennaio 2010

Sembra di essere lì, davanti alla scena cui mirabilmente ne racconti le gesta... Spendida, toccante, cruda e nuda nella sua, tua verità.

Silvia De Angelis27 gennaio 2010

Versi tristissimi toccanti atroci verità...sempre meno valore acquista la vita, strappata con violenza e trascinata via come un sacchetto della spazzatura... Lirica molto apprezzata

Rosy Marchettini27 gennaio 2010

Poesia che è un dipinto di rara bellezza pur avendo versi che cantano la distruzione totale di vite ancora troppo giovani per spengersi e diventare "spazzatura" da caricare su di quel carretto le cui ruote cigolano talmente forte che sembrano piangere per il loro triste carico Davvero una poesia da applausi e fiocchi rossi Immensamente piaciuta ed apprezzata