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Sociale 29 gennaio 2010 · lettura 2 min · 7405 letture

Anche oltre la morte

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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È catrame questa sigaretta corrosa dal tempo della città È aria nera quella che respira mia sorella ha otto anni e non va a scuola... È fame incolore che prende le piume alle rondini per il solletico delle strade che sanno calpestare i piedi delle auto che sgommano come inconsapevoli sarcofagi di tombe di giovani È bendata anima nascosta come gufo grigio nelle vie cieche delle metropoli dove si succhiano le pistole al tempo regio È silenziosa bulimia che scorre nel sangue delle puttane vendette Do un calcio alla vita e porto il suo cadavere su spalla Tu dici di sapere qualcosa del mio sangue nero e di quello impresso sull'asfalto Tu dici di capire cos'è la famiglia senza soldi senza padre né lavoro Senza madre né nuvole a cui appigliarsi per sogni da violentare Mia sorella è a casa bambina stuprata come bambola decapito le menzogne non dirmi che sono parte di questo mondo il mio cuore non ne ha mai fatto parte Ed ora punto la pistola alla prostituta che si dona all'inganno di un desiderio che ossessiona il muro di cemento della mia dimora Non voglio morire... ma la palla rotola sul campo di basket sgommano le macchine il motore è fuso di sangue... Sangue bianco che fa eco di altre vendette prende forma di gatti in sembianze di angeli è reliquia di questo tempo... giura sul tuo nome e sul tuo onore... anche oltre la morte siamo pronti a marchiare sulla pelle il patto della nostra sorte.
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Giorgia Spurio
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Commenti (19)

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Antonella Bonaffini29 gennaio 2010

Una considerazione dolorosa e ragionata la tua che nel suo epilogo lascia senza parole... tu mi ricordi qualcuno ogni giorno di più Giorgia... bellissima!

L
Lorenzo Crocetti29 gennaio 2010

Mi congratulo con l'autrice per questa profonda poesia, dove essa sembra riuscire, almeno secondo la mia interpretazione, ad entrare nell'animo di chi soffre ed è emarginato. E questo sentimento di umana fratellanza vibra in tutta la poesia, pur condotta attraverso uno schema doloroso ed avvilente di umiliata e sconfortata umanità.

D
Dalassa29 gennaio 2010

Queste povere vite maledette che fanno della violenza e della miseria un binario su cui percorrere la propria esistenza a velocità dissennata. La guerra delle razze, delle classi sociali... una palla da basket che rotola sul campo non la si lascia andare ...la si acchiappa al volo per segnare... C'è tutto. E' un quadro di decadenza e di sofferenza sociale impressionante. Grande ...immensa poesia.

Giovanni Monopoli29 gennaio 2010

una cruda realtà insignita da queste parole che in poesia scava sin dentro nell'animo di chi soffre sviscerando lezioni da saper leggere in ogni sua riga... poesia che così ho voluto interpretare

Barbara Golini29 gennaio 2010

splendida rappresentazione in versi pungenti di una realtà difficile e impossibile da accettare... la realtà di color che vivono dalla parte del nero. , -davvero!

Barbara Golini29 gennaio 2010

splendida rappresentazione in versi pungenti di una realtà difficile e impossibile da accettare... la realtà di color che vivono dalla parte del nero. , -davvero!

Rossella Gallucci29 gennaio 2010

Struggente rappresentazione di una realtà, quella della povertà, dell'emarginazione e del razzismo. E l'anima si nasconde "nelle vie cieche delle metropoli" facendo finta di non vedere... Le immagini e le metafore sono molto forti, di grande impatto emotivo. Un piccolo capolavoro

Clara Gismondi29 gennaio 2010

Vite segnate, che non si possono comprendere fino in fondo. Una sofferenza troppo grande che lascia spazio alla durezza e alla violenza. Grande poesia che tocca un argomento veramente delicato sulla giustizia e la capacità d'amare dell'uomo. Quando nasciamo in questo modo non potremmo più fare nulla per risollevare le sorti del nostro destino... Esistono ancora dei binari alternativi ma la durezza dell'uomo sembra essere sempre più ridondante. per la poesia!

jan29 gennaio 2010

oltre la morte, oltre lo spirito, oltre noi stessi, oltre le regole imposte nel marchio di un nome impresso nell'anima, rabbia intensa, di vita, delle occasioni perdute, delle opportunità non date, del colore di anime in lotta da sempre contro le regole di una società che, custode di tesori apparenti, è estranea nell'anima e nella solitudine, nella rabbia, nelle occasioni, nelle opportunità come quei cuori inascoltati dal tempo che la rabbia ha loro concesso di avere negli antichi canti, di narrare racconti, di avere leggende, di ritrovarsi intorno al fuoco della storia scritta da penne senz'anima ma del colore nero dell'inchiostro, unica traccia di quell'anima che vive, nonostante, oltre la morte

E
Edson Camagni29 gennaio 2010

Un urlo parlato di realtà che non vuoi accettare, poiché l'amore che porti verso il prossimo è troppo grande per farlo. Un'anima che si consuma come una sigaretta. DOLORE. RABBIA. DELUSIONE si impersonificano nella vita della metropoli di ogni giorno. Ciò ti logara, ti senti inerme e non vorresti vedere o fare almeno qualcosa... Bellisima poesia e belle l'immagini... Giorgia continua a bussare

Danielinagranata29 gennaio 2010

dritta e dura... decisa... non lascia scampo... estremamente vera. .apprezzata moltissimo

Jeannine Gérard30 gennaio 2010

Versi che lasciano l'amaro in bocca, Una verità pungente, che entra nel cuore del lettore, Violenza inaudita, che fà da patrona in questi versi, dove rispecchia molto la realtà, purtroppo, questo è il destino di molti emmarginati purtroppo, darsi alla violenza alla droga, ai peggior vizi e non si puo far nulla, anche se impossibile da accettare... cosi l'ho letta, bellissima davvero

Giorgio Lavino30 gennaio 2010

"Non dirmi che faccio parte di questo mondo. Il mio cuore non ne ha mai fatto parte". E' tutto qui il senso di questa meravigliosa poesia. Un vomito di sdegno. L'autrice butta tutto fuori e graffia come solo lei sa fare. Punta il dito ovviamente con la mano sul cuore. Il suo disprezzo verso chi disprezza non è sfogo sic et sempliciter. E' amore verso l'umano odiato e l'umano che non vuole amare. Su ogni argomento l'abilità di quest'a. si supera sempre. Un mondo bella.

Salvatore Ferranti30 gennaio 2010

poesia molto sofferta, e dura... ma che arriva dove deve arrivare. molto apprezzata e condivisa questa tua riflessione.

Carlo Fracassi30 gennaio 2010

L'emarginazione fa più vittime della malattia e questi potenti versi mi portano ai racconti di mia madre. Eravamo in guerra, noi abitavamo sulla linea gotica, nel mezzo fra gli esrciti che si fronteggiavano. Ogni tanto mio fratello portava a casa qualche giovane soldato, infreddolito e affamato, mia madre gli dava qualcosa da bere e da mangiare. Un giorno mio fratello fece entrare in casa un soldato di colore, mia madre ne fu molto turbata, al che il soldato le disse: "Io pelle nera ma cuore bianco!".

Rasimaco30 gennaio 2010

riflessione sofferta e dolente su una realtà difficile da accettare, ed i suoi versi penetrano profondamente in anime disperate... dire bella è poca cosa, stupenda forse riesce a dare qualcosa in più

P
Paolo Faccenda31 gennaio 2010

Artefatta, pura, artefatta, pura, realtà, pura realtà, pura realtà emergente dolente, vera, graffiante stuprata rifiutata, accettata sconfinata ignorata, dominata calcata sulla carne sulla pelle tatuata impressa marchiata. A fuoco il villaggio è distrutto, questa non vissuta vissuta non vissuta vissuta realtà opprimente. Libera prega prega libera la mente. Poesia eccellente.

Antonio Biancolillo31 gennaio 2010

No... neanche io faccio parte di questo mondo della indifferenza... della emarginazione... senza valori reali... razzista e ingannevole... di vite sofferte... di corpi stuprati... di selezione di colori di pelle... Che forza espressiva... un'abilità poetica di grande spessore... un lessico di grande semplicità che la fa diventare straordinariamente bella... Un inchino a cotanta bravura...

RaggiodiSole31 gennaio 2010

Penso che nulla ci sia di più aberrante della guerra che dilaga in questa Era, con le sue storie di ordinaria follia. Poesia cruda e raffinata, infiniti applausi