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Morte 2 febbraio 2010 · lettura 1 min · 5669 letture

Quando hai un tumore

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Fabrizio Rizzi 32 poesie pubblicate
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quando hai un tumore il cielo è grigio le lenzuola sono sporche l'uccello è moscio i corridoi dell'ospedale sono sempre vuoti le infermiere poco attraenti il latte scaduto l'alito ammuffito quando hai un tumore i giornali non dicono nulla le preghiere illudono la carne è in scatola le ascelle verdi quando hai un tumore mi guardi con gli occhi lucidi sorridi al soffitto e alle foto vecchie ti giri verso il mio letto e dici voglio vivere.
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L'autore
Fabrizio Rizzi

"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.

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Commenti (5)

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Giovanna De Santis2 febbraio 2010

poesia sentitissima che può apparire dura ma è profondissima e di elevata sensibilità molto sentita per vissuto commossa inchini all'autore poesia lodevole che conservo

una violenta stilettata al cuore ... cruda ma di tale espressività da lasciare ammutoliti. Apprezzatissima

Carmelita Morreale3 febbraio 2010

Quando la vita ti mette a dura prova... o si salta l'ostacolo o si precipita nel burrone della morte... In questi versi la verità di una "non vita" che ci divora e spegne ogni nostro più elementare e semplice desiderio, impulso, speranza, la percezione della realtà circostante è il riflesso di ciò che abbiamo dentro... un cancro! Poesia molto apprezzata e condivisa nelle intenzioni.

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Marina Como3 febbraio 2010

Nel leggere questa poesia, ho provato una strana soddisfazione nel mio essere donna. Se non fosse in morte, andrebbe senz'altro in categoria sociale per la sua chiusa. Contrariamente alle statistiche, questa volta è l'uomo ad essere abbandonato perché non più in grado di attrarre. Molto ben fatta la chiusa e le crude immagini staffilettate che ricalcano davvero la psicologia del malato, come solo chi ci è passato riesce a capire con le sue sfumature. Vero, ma quando una poesia è così ben dispiegata, l'empatia compie il mistero e ci si ritrova comunque. E' più di una poesia sulla sofferenza, è una poesia sull'abbandono.

Luna nuova12 febbraio 2010

Poesia molto bella, versi intinti di lucida rassegnazione. L'auture, sembra parlare della voglia di vivere che prepotentemente si evince dagli occhi di chi é vicino ad una persona ammalata. Concedetemi una mia riflessione anche se cruda, io ne sono convinta: questa non é voglia di vivere é solo la melma che si trova in fondo all'anima delle persone ignobili che non hanno mai amato nessun altro al di fuori di se stessi...