Quant'eri bella, e diversa quella notte
quant'eri bella, e diversa quella notte
che la virtù risiede sempre in chi nell'anima
è fuori dal normale. che non di morte
o facile promiscuità profumavi candida
ma di purezza ed eccezionalità brillavi.
era nero davvero il mio triste mondo
nel giorno in cui l'autunno con me salutavi
e un nuovo inverno c'attendeva in fondo.
ora, nel mio sogno dorato sei finita
e non per tuo volere o della sorte
quanto del destino che vinse la partita.
tutto questo, ologramma della speranza
è ancor oggi frutto di sogni di bambino
ch'è vuota e così resta, la mia buia stanza.
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L'autore
Fabrizio Rizzi
"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.
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