I miei giorni
i miei giorni
sono le mie notti
e
le mie notti
sono i miei giorni
e le vostre vite
sono le vite che mi uccidono
mentre qui
sotto un alito di vento
indebolito nel mio vecchio pigiama
scorto la morte
in giro per casa
siete quello che mi risucchia
quanti anni mi dareste?
quante vite stimereste vivere nel mio fegato?
poi
d'improvviso
entra un bagliore di fioca luce
in un fioco pomeriggio
di fine novembre
qualcuno
ha varcato quella soglia
qualcuno sta sgomberando il mondo
ed è pronto
a spolparmi ancora
mentre il mio giorno diventa il vostro giorno
e la mia notte
tarda ad arrivare.
©
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L'autore
Fabrizio Rizzi
"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.
Commenti (1)
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In Venere veritas5 dicembre 2010
ehi... la tua notte è il loro giorno... sinceramente m'è piaciuta una cifra.
