Cosa ce ne facciamo?
cosa
te ne fai
di tutti questi crisantemi?
mentre tuo padre
ha l'aria stanca
ed apre una bottiglietta d'acqua naturale
ed imbeve uno straccio bianco
e si asciuga la fronte sudata
non le lacrime- quelle sono andate via
da un pezzo
almeno qui
dov'è rimasto solo il silenzio
circondato da ballate funebri che suonano
tra mille lapidi e accompagnano silenziosi passi
nel dominio della morte.
cosa te ne fai
adesso
di questa poesia
scritta mentre
un intero anno è già volato via
e quello che sembrava un incubo senza fine
s'è rivelato efficace colpo
della morte?
cosa me ne faccio io d'una lacrima versata alle dieci del mattino
mentre il mal di testa post- sbronza
si fa sempre più forte
e qui suonano
ancora- spavalde- le tristi note
dei defunti?
cosa te ne fai?
cosa ce ne facciamo?
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L'autore
Fabrizio Rizzi
"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.
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