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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Donatella Piras
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Amore 3 febbraio 2010 · lettura 1 min · 5978 letture

Gran Canyon

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Donatella Piras 199 poesie pubblicate
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(musica e voce di sottofondo di Francesco Rizzomani) ....Il mio asso è caduto per terra ho perduto la mano... Mi spaventa il dolore del cuore così corro a fuggire lontano, dal tuo stesso stupendo calore troppe volte ho dovuto pagare per un pegno d'amore ...E tu resti sereno a guardare l'agitarsi veloce nel vento di una fulva e fugace criniera consapevole certo e sicuro del vedermi al recinto rientrare tra la fine del giorno che viene e un tramonto bagnato di cera Perché ogni puledra che corre teme il buio e la notte più nera trova sempre segnato il cammino che la porta domata al padrone ...dolcemente si arrende al destino al calar di ogni limpida sera
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L'autore
Donatella Piras

Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas

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Commenti (5)

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Silvia De Angelis3 febbraio 2010

Bei versi scorrevoli intinti in variegate metafore che soffondono aliti d'amore su originali note Lirica apprezzata

Vivì3 febbraio 2010

Sembrano un canto questi versi e comunque un canto d'amore, tra il padrone del cavallo (libero sui prati) ed il cavallo stesso! Splendida ed originale poesia, letta con piacere e conservata . Fiocco!

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Marina Como4 febbraio 2010

La paura del soffrire ancora e l'arrendevolezza alla tenerezza dell'amore molto ben scolpite in questa poesia dalle metafore intense. Ed anche il tramonto che cala è morbido e caldo come "cera", e ci si squaglia... Un inno alla libertà nell'amore.

Rosa Leone11 febbraio 2010

bellissimo connubio tra musica e testo, un gesto d'amore, verso l'amore stesso... apprezzata in ogni sua forma...

Giorgia Spurio2 marzo 2010

"il mio asso caduto per terra"...come partita a poker persa... un poker giocato con il cuore, lì trafitto, allora bisogna correre, fuggire lontano, dove? dove veloce va il vento, dove la criniera è fugace, dove nulla può la pelle toccare... anche se il tempo, il dolore... e lo stesso amore sa che si tornerà al suo recinto. bellissima metafora della puledra che teme il buio e tornerà al suo padrone, al suo recinto d'amore. e così...s'arrende al destino... l'arresa di ogni sera. bella