Un ricordo e i desideri
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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Le poesie di Curreli, come ho detto altre volte, non si prestano ad un commento. Almeno questo sembra a me. Infatti esse vanno lette, sentite e gustate con l'animo, essendo difficile assai dare di esse un'interpretazione. Poco infatti vale, anche in questa poesia, rammentare che il ricordo di tempi passati si fonde con desiderio di finire (bellissimo quel "ricco d'innamoramento e di bugia") per pori rinascere "come nudo lombrico" (nudo, rinnovato e liberato da tutto il passato) "di questo ibrido mondo sconosciuto". In questa chiusura si avverte la concezione profonda dell'autore, secondo cui tutto si conclude in un nulla di ciò che ci ha entusiasmato, perciò tanto vale e forse è meglio nascere con una limitazione o assenza del sentimento.
l'analisi di Lorenzo è accurata e impressionante, eppure io sento di aggiungere che l'autore raffinato sa portare a quel limite, oserei dire come Virgilio conduce il Maestro, laddove l'amore tanto intenso si congiunge alla morte e il tutto corrisponde al nulla, la preghiera al peccato e il grido al silenzio, ho condiviso la poesia e l'ardore del suo canto.
Nell'impossibilità di reperire le parole più opportune per commentare questa Poesia, mi limito a scrivere che se la classe poetica fosse acqua, l'autore ne avrebbe tanta quanta l'intero oceano Pacifico!
Le poesie dell'autore entrano nelle ossa e ne divengono midollo... Non se ne può più fare a meno se si sono lette almeno una volta... Apprezzata questa più del solito!

