Come l'unghia d'un dito di piede
Come l'unghia d'un dito di piede
sarebbe dolce levarsi e rotolare
silenzioso sulle tue cosce umide,
bramanti di me. E come un altare
imbandito di carne e di vino, già
la fame e la sete lì soddisfare
impunemente, lontani dalle città
che ci vogliono lontani. Amare
come morti venuti fuori dalle
tombe amano il ritorno alla vita,
ed insieme scivolare, fin alle
profonde case chiuse dei nostri
cuori di cera. Arrivare ebbri e sazi:
come amanti, come dei mostri.
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L'autore
Fabrizio Rizzi
"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.
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