erga stolé
Da tanto tempo, ormai
sono lontano, io.
Tu chiami la mia ombra
ma lei non ti risponde
non intende che dici
Sono solo lontano
E tu strilli ogni volta
qualcosa di insensato.
Non sei interessata
a questa lontananza
Né a trovare la chiave
Per aprire i ceppi
di questa erga stolé: non importa sapere.
Io, nato perduto; io nato fuggito
che la corrente ha spinto lontano
negli spazi ignoti della solitudine.
Non parlare, non sento;
non gridare, non importa;
io sono ormai ai confini del mondo,
ma non ho voglia di tornare indietro
la sofferenza non chiede amore
l'indifferenza non lascia tempo
all'odio, troppa fatica:
Non tornerò dai gorghi
che han dato ospizio alla mia mente.
Appena sarà un'alba,
anche la vita spingerò
ad incontrare il regno dell'assenza.
18 aprile 2005
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
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