Tamburi nel tempo
Rullo di tamburi nella lunga valle,
scoppi, boati, comandi, imprecazioni
gridi di dolore, nitriti di cavalli,
scalpitio di zoccoli nella memoria,
rossa la terra, e l’acqua, e il vento
cupe le nuvole nel cielo
corpi inerti a coprire la terra
come semente gettata a fiorire
nel remoto futuro.
In mezzo il grande fiume,
che mormora e gli immensi silenzi.
Sulle antiche colture cova fata morgana,
friniscono i grilli e le cicale;
caccia sinuosa la vipera cornuta
lo scorpione in agguato,
meriggiano i cammelli nell’oasi, ruminando.
E ancora: frastuono d’ armi,
urla di donne, pianti di bambini
lamento di vecchi sulle perdute vite,
incanutiti i campi privi di braccia amiche,
seccate le sorgenti fresche refrigerio a viventi.
E quando spazza il ghibli le dune e le smeriglia
in un turbinio possente
la polvere rimescola le memorie del tempo
le glorie degli imperi, le sofferenze dei popoli,
il tempo e l’eterno; vipera e scorpione
cercano riparo nella sabbia
al sole del giorno e al freddo della notte;
E, la memoria soccombe...
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (1)
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Salvatore Armando Santoro3 dicembre 2011
Una poesia dove il fantastico ben s'intreccia con la storia recente di popoli abituati alla sofferenza per soppravvivere.
