La ferita
Ti guardo assente
Vittima macabra del tuo acerbo sconforto
Cerco, amore, un appiglio
Ma a cosa aggrapparsi se tutto, intorno a me, è morto?
Hai per caso osservato i miei occhi gelidi come il bollente vuoto?
Hai per caso scrutato i miei fiocchi cadere e sgretolarsi in codesto modo?
Ho provato, vita mia, a salvarci da questo dolore...
Ma tu ignori, ogni cerulea volta, il mio folle amore.
Ebbene si, dici di amarmi o attore perfetto,
non abbandoneresti mai, infatti, il calore del mio petto,
ma quando poi... lo scintillio intrepido è finito
cosa mi rimane, se non un tacito, crudo, infinitamente dubbio sorriso?
Sorriso di gioia, crederesti voi ingenti arpie
Ma vi sbagliate, stolte sono queste vie
Che vi conducono a giudicare chi,
come me, vuole solo amare
Ed invece è uso libero di chi non sa che soffiare...
Ebbene si, amore favoloso,
tu non cerchi le ragioni del mio odio
tu non leggi nei miei occhi tutta la tristezza,
fingi che non esista, e che il mio cuore ti aspetta...
Ed hai ragione, bugiardo amoroso,
io ti stringerò fino all'ultimo fiato corroso,
ma ricorda che se soffi sulla grande ferita
prima o poi, non so quando, essa non vorrà più essere guarita.
©
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