In memore

Fuggente il ricordo
sulla gioia passata
mentre accoccolata sul mio grembo
lo sguardo non riconosce più
dell'oggi questa vita.
Un sorriso sul viso
accoglieva le crisi
che la mano addormentava
tra mille carezze.
Una smorfia cupa
risuona infinita,
un eco nella mente
piangente la sua maledizione
imprecando l'ultimo atto.
Confusione impatta improvvisa
nella mia estate
senza più tè,
e la tua forza nella mia energia
come la tua abbandonata alla terra.
Immensa speranza nutrita
fino all'ultimo
nel sogno desto sofferente
volteggiante in una grigia nube
verso tempi di ieri vagante.
Argento dell'aria
il sole risplende
sul viso dal tepore caldo
nascosta in questa triste realtà
trasparente al giorno
come lacrima infinita
scivola vitrea.
Il mio domani lo vorrei di ieri
come oggi è immobile alla vita.
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Commenti (1)
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vincenza bartolotta1 giugno 2010
Bellissima poesia delicata e struggente, scritta con toni sommessi ed eleganti.