Nei dispetti
Gesuino Curreli
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Nei dispetti finali dell'inverno,
febbraio si conferma maledetto,
mentre scorro la strada e poi lo stretto
sentiero che mi porta in cima a colle.
Non trovo gli anni che mi porto addosso,
vago come il bastardo rinnegato
in fuga dalle botte e in cerca d'osso,
e morbide carezze al mio palato.
Poi basta una voce che sorride,
che mi suona sincera più di tutte
e rovescia su me mai conosciute
attenzioni alla rabbia che mi uccide.
Non si pone davanti e con la mano
fa scivolare la carezza amica
nel pomeriggio e in men che non si dica
ristora il vagabondo cane strano.
Ho i segni del guinzaglio, ma nei campi,
nel vento che minaccia imprecazioni,
trovo serena cuccia alle pulsioni
che accecano la mente come lampi.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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O
Orma Detruria20 febbraio 2010
un potere lirico indiscutibile, l'autore frange linfa vitale dal cammino quotidiano, incespicando nel malaugurio del tempo bastardo che minaccia nuvole nere a bagnare un mantello di cane, ha forza quel cane negli occhi e nel cuore.
Clodiaf090422 febbraio 2010
Molto bella e con un gran senso del ritmo e della tecnica poetica. Sensibilità di ispirazione completa degnamente il quadro.

