Il mondo nuovo
Irrompe l'Oriente dalla finestra
come un lungo singhiozzo,
tra gli specchi offuscati,
le fiamme morte.
E dalla tomba, dove la fronte
deposta bacia la terra,
va percorrendo leggero tra anime perse,
verso un luogo distante,
il mio cuore.
Sulle città deserte e le tetre montagne,
gli uomini hanno smesso d'amare,
defunti nei letti profondi come tombe;
la rosa, lentamente piange
e appassisce, dimenticata
come la conchiglia nella quale una volta
mormorava il mare.
Ma i viaggiatori hanno iniziato a cantare,
la loro voce sopra stagni, monti, vallate.
E così gli tengo compagnia,
ascoltando una storia a me conosciuta
di un mondo visto nei nostri sogni,
quando per mano
lo cercammo assieme oltre il vento, l'alba gelida,
la notte tremante, ora eternamente chiuso
nei nostri spiriti.
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