Quel sole
Al sole cantavo
la mia vita in fiore
guardavo le gemme
diventare frutti.
Mi trema la voce
rivedo le mie primavere
colme di primizie.
Un sorriso torna sul viso
-solo per un momento-
ora guardo la terra
gli tendo le mie mani.
Nuda e fredda
ricoperta di foglie
sarà la coltre
che mi scalderà.
La civetta aspetta
vedermi volare di notte
verso la morte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Carmelita Morreale23 febbraio 2010
Una riflessione granitica... la terra sostrato su cui fiorisce la vita... la terra sotto la quale finisce la nostra vita e che ci farà da materna coltre... e il tempo passa... mentre la civetta paziente aspetta la nostra dipartita... Apprezzata per la sottile riflessione e notevole introspezione.
Francesco Scolaro24 febbraio 2010
Bellissimi versi per un percorso introspettivo molto sentito. La civetta può aspettare... Magnifica

