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Dialettali 2 marzo 2010 · lettura 1 min · 4179 letture

I ficu d'innia

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Sebastiano Magazzù 128 poesie pubblicate
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Io sugnu a Russa curpusa e sanguigna. Poi c'è me soru Sulfarina e succusa forti e sapurusa. A cchiu bedda e Mumuscaredda tantu fina e dilicata ca chiamamu ianca. E ora nsemi ti dicemu: arrassiti arrassiti incugniti incugniti lassini spugghiari chi ti facemu ricriari. Traduzione Io sono la rossa/corposa e sanguigna/poi c'è mia sorella Sulfarina / la succosa forte e saporita/ la più bella e Muscaredda/che noi chiamiamo bianca/ora noi insieme ti diciamo: allontanati allontanati/spostati spostati/lasciaci spogliare/che ti facciamo gioire. Tagliaci a pezzetti, mettici un po' di zucchero addosso bagnaci con un po' di marsala secco mettici in frigo per un'ora assaggerai il dolce degli dei e afrodisiaco. Viva la mia terra
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Sebastiano Magazzù
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Commenti (5)

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Silvia De Angelis2 marzo 2010

Una meravigliosa esaltazione del fico d'india corredata di ricetta per gustarlo piacevolmente... il tutto immerso in particolari, graditissimi, versi dialettali Lirica molto piaciuta

Carmelita Morreale2 marzo 2010

Semplicemente fantastica... da assaporare piano piano per degustare questo frutto delizioso e buonissimo... Versi dialitteali veramente apprezzati e assai ben scritti. Piaciuta tantissimo.

Francesco Scolaro3 marzo 2010

Bellissima anche quest'altra, stavolta è toccato al ficodindia frutto caratteristico della nostra Sicilia, ma io maliziosamente continuo a trovare tracce di doppio senso. Alla prossima con piacere.

Daniela Pacelli3 marzo 2010

Suggestiva, originale e gustata con i sensi questa bella lirica dialettale. Complimenti, apprezzata

A
Arelys Agostini4 marzo 2010

Nel mio paese questo frutto è chiamato tuna o cactus. è si utilizza il frutto come lo stelo, la seconda come medicina nella cultura indigena. Trovo molto interessante questa forma di scrivere poesia e devo dire che è stato emozionante leggerlo. Complementi