Gabbiani

Saltellan gabbiani
su porti, su piani,
si posan silenti
tra rada verdura
e riedono all'aere
se in core han paura,
ti avvolgon le membra
qual dolce ossessione,
mondana creatura,
divina mia Alcione.
Sollazzan gabbiani
medulla d'umani,
costeggiano uniti
i seni scoverti
corteggian donzelle
in liti deserti,
ti adornan le gote
con forte passione,
leggiadra creatura,
divina mia Alcione.
Sorvolan gabbiani
torrioni soprani,
corteggiano arditi
magioni novelle,
costeggian manieri
di stormi procelle,
ti cingono il crine
eteree corone,
soave figura
divina mia Alcione.
Sovrastan gabbiani
navigi lontani,
volteggiano lieti
nei cieli, distesi,
e scrutan dei mari
i limiti estesi,
or scorgo da lunge
un'alba visione
celeste figura
divina mia Alcione.
©
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L'autore
Giuseppe Nacchia
Sono nato ad Arcore il 29 settembre 1936. Ho cominciato suonando il piano sulle navi. A sei anni la mia prima visita alla Salerno-Reggio Calabria. A dodici anni ho aderito al Movimento Fascista. A quindici anni ho sviluppato interesse per il punk-rock e per lo ska-punk. A sedici anni i miei primi contatti con la poe
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