Ogni giorno muovi i tuoi passi
Ogni giorno muovi i tuoi passi
fra le trame di un personale destino;
sono passi fragili
di una donna che trema
come lo specchio di un lago
ad ogni soffio del vento,
o sono invece passi più decisi
di chi si è fabbricata
uno scudo di amianto
per evitare le scottature del tempo?
Fra le pieghe di quali stagioni ti nascondi?
Quando la tristezza
con un velo minaccioso
scende a ricoprirti il viso,
sulla fredda panchina
di quale immenso giardino
posso riuscire a scovarti?
Ci sono primavere di cui non so niente
perché sono le tue primavere
e per sentire quello che senti
dovrei abitarti nel cuore,
dovrei saper catturare un tramonto
nello stesso tuo identico modo.
Al di là di tutto ciò
che è fin troppo scontato,
scavando giù nel profondo
e togliendo i sette strati di pelle
che ha la superficialità,
mi piacerebbe sapere
con quale occhio mobile
vedi quello che vedi,
che tinte hanno i tuoi arcobaleni.
Qualunque siano gli stati d'animo
con cui attraversi le nuvole del mezzogiorno,
le stelle della mezzanotte,
il traffico arrabbiato delle strade
o i tappeti di foglie secche nell'autunno,
mi piacerebbe visitarti
per scoprire come colori il tuo mondo.
©
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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