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Riflessioni 8 marzo 2010 · lettura 2 min · 1673 letture

E così, come quelle volte maledette

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Giuseppe Morelli 50 poesie pubblicate
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E così, come quelle volte maledette in cui mi prende un brutale smarrimento, insicuro oscillo nel futuro come polline a primavera, nell'aria s'agita, volteggia e trema. Nel sentiero della vita mi muovo nel già visto, fra ciò che si nasconde, nell'inevitabile infrangersi delle pallide illusioni che rendono al cielo qualcosa di amaro. Nei venti forti delle stagioni che si vorrebbero trionfanti, abitano dubbi, debolezze, odori nauseanti di città menefreghiste e sbadate, noie incontenibili, nebbie che confondono il cammino ma anche gioie o impronte d'amore che risanano gli umori dello spirito. Verso quali stanche o nuove verità dovrò volgere il timone della ragione solcatore dei giorni troppo brevi, per non sparire nella polvere degli anni rumorosi? Ci sono solchi profondi come burroni senza fine e vecchi boschi sopra cui non batte il sole, dentro ai quali si cerca di seguire orme stabili e sicure; si cercano spiragli luminosi e tracce di speranza trasparente. Il mio volo, sarà abile come quello dell'aquila nelle chiare azzurrità pacifiche? Per testare le mie capacità dovrò accendere le luci di scena e recitare bene l'esistenza. Il passo altalenante dell'uomo incerto ha sempre fatto e fa paura.
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L'autore
Giuseppe Morelli

Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.

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