E passerà anche Marzo
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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La melodiosa, concettualmente profonda e sensibile poesia del Curreli, difficilissima da commentare, si snoda questa volta nel volgersi delle stagioni, che si rincorrono in vigoroso ritmo, attraversando una luce poetica che la penna abile ed agile di Gesuino sa dare. La scena della vita cambia di continuo in quel mutare perenne, e sembra domandarsi il poeta, pur restando inespresse le sue parole, fino a quando queste mutazioni verranno percepite, e che il mese di marzo passerà ancora per scomparire definitivamente, "come persone che ho già salutato". Forse il senso di una mutazione che può esaurirsi e si esaurirà solo con la morte.
Contemporaneamente attore e soggetto a vivere storie su sceneggiature e palchi sempre diversi con una regia preconfezionata e un canovaccio uguale dove trascorrono e raccontano fluidi versi che sanno ben interpretare e interloquire coi tempi. Sempre attento ad ogni stagione a dar significato all'esistenza. Ottima e densa semiotica.
Immagine quella della nostalgia cucita dentro un'asola trafitta da un filo di luce... veramente particolare e elegante... la vita rappresentata come un enorme palcoscenico dove ogni giorno gli uomini interpretano il ruolo di sè stessi, con delle movenze claonesche... Apprezzatissima e piaciuta immensamente. PLAUSI calorosi.


