Chiamiamola Follia
Chiamiamola Follia.
Pur col sorriso tirato e sciolto
collo d'ebano dolcemente avvolto
solo l'odore ancora permane
segni di unghie, scie diafane.
Le mani correvano, fremeva la pelle
caldo il respiro, soffocato e ardente
ma in quel battito pulsante
mancava qualcosa, mancavano le stelle.
Ebbene no, non dirò che non t'ho abbracciato
eravamo stretti, il cuore era soffocato
corpi avvinghiati, malamente vestiti
residuo di emozioni e sentimenti sopiti.
Ho ascoltato il richiamo della lucida mente
ho frenato il tuo polso, il desiderio presente
un legame esiguo, altalenante e smodato
come il nostro è privo d'alcun fato.
Non c'è voglia, non c'è certezza
forse è questo che ci riporta alla tenerezza
la malinconia rimane, magari non è corretto
ma non si può sempre esser vittima del martellante petto.
E' plateale il legame che ci accomuna
quel filo di pece e blasfema luna
eppure la mezzanotte è da tempo scoccata
mi spieghi perché dalla tua anima non mi hai ancora estirpata?
Dilemma ingente, dubbioso tremore
le labbra serrate ormai prive di colore
strette e bramate più dell'incontro stesso
medesima domanda, smascherato il vano pretesto.
Non sempre tutto ha un fine o un senso, chiamiamola Follia.
©
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