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Introspezione 30 marzo 2010 · lettura 1 min · 2665 letture

Vigne

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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In alto sopra al suo paese, in cima a sentieri di sassi levigati da centenari corsi di slitte e carri, si stendevano all'ultima collina di gonfie viti verdi filari con l'uve appese al cielo come gocce distillate dal bel sole. Lo rincorrevano ansanti i fiati per le erte di frassini e castagni e i bollenti vapori delle pietre portavano timori di serpi là celate. Nelle notti con la luna e con le stelle nascevano nel vento verdi amori e i profumi della terra e delle donne eran ansiose raccolte di tesori. Tutto ciò ora è remoto, quasi strano ma lo scuote ogni volta quel pensiero dove altra era la vita e il male sconosciuto e ancor lontano.
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (6)

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Silvia De Angelis30 marzo 2010

Negli anni giovanili è tutto un ansimare nelle gioiose emozioni della vita che, s'interesecano l'un l'altra, donando sensazioni basilari alla crescita interiore. Non si conoscono preoccupazioni e dolore profondo che, nel corso del tempo, segna l'anima e crea un'evoluzione intima, conducente agli anni della maturità ove il sentire è più consono agli eventi della vita e al loro incessante procedere... Meravigliosa, musicale lirica, molto apprezzata

Clara Gismondi30 marzo 2010

Bellissima poesia. Mi hai riportato indietro nel tempo in cui il sapore della vita era vissuto nell'immediatezza e di cose semplici, calde, dove non esisteva nemmeno l'idea di male. Sì altri tempi e forse siamo fortunati ad averli vissuti!

Moreno il Duca30 marzo 2010

lirica che riporta alla mente l'età giovanile e le prime esperienze positive e anche negative che servono entrambe per acquisire la piena maturità e dove forse non si pensava e non si credeva che esistessero i mali ma solo le gioie bravo complimenti inchini

Raggioluminoso30 marzo 2010

Versi meravigliosi, descrizione così accorta che si può vedere la trasparenza degli acini, si può sentire il calore del sole e d'un tatto si prende paura perché una serpe sguscia fuori da una pietra, come stesse per sbucare fuori dal nascondiglio. Quasi si percepisce la fatica del lavoro, del camminare di un tempo, quando non c'erano le comodità odierne. Stupenda la corsa della spensieratezza e dell'allegria. Ogni verso un quadro, immagini meravigliose, ancor più belle perché descrittte con l'animo del ricordo, nonostante la consapevolezza del presente. Lirica molto esprssiva, perfetta in tutto. Mi trovo ad assaggiare un po' di quell'uva, così calda per i raggi di quel sole. Apprezzatissima!

Barbara Rossi30 marzo 2010

Ricordi che arrivano come nostalgico pensieri, quando la vita sapeva incantare nella sua semplicità,nella gioia e spensieratezza, quando la difficoltà del vivere era ancora sconosciuta. E' bellissima. Applausi!

I profumi e i colori dell'infanzia restao intatti e indelebili nella nostra mente. Io ricordo le mie corse nei prati, soprattutto quando c'era l'erba alta e mi ci potevo sdraiare, nascondendomi alla vista degli altri. Lì, distesa a braccia larghe nel verde, tra la fragranza delle spighe e del fieno, guardavo le nuvole passare, immaginandomi animali e forme. Grazie, per questo soave tuffo nel passato!