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Famiglia 2 aprile 2010 · lettura 1 min · 4258 letture

Parenti Serpenti

Daniele Lapenna 139 poesie pubblicate
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Sono come il mal di denti oppur le scarpe strette vengon dietro a fari spenti o ti spian dalle vette insultan i genitori conquistando i lor figliuoli non son vari come i colori rimanendo mai da soli hai bisogno di un aiuto? non lo danno senza pegno voglion saper se sei cornuto e lasciar in giro il segno indagando in ciò che fai giudicando quel che dici riferendo il dove vai ai quattro venti cani e mici E' orrendo vederli agire quando sono alle tue spalle non riuscirai a sentire dacché sul monte e tu a valle il problema più pesante è l'annientar le tante vite il riferir ad un passante le dicerie che si son sentite sotterfugi inganni e sfruttamenti son fastidiosi come il vento e diventan poi contenti sol se vedon il tuo fallimento. Io li odio, li ripudio, li detesto son nessuno e mai qualcun son stati ho ignorato sempre ogni lor gesto e ora ho vinto dacché li ho ignorati.
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Poesia dedicata ai parenti, che in ogni famiglia son sempre uguali, dei viscidi serpenti che ti attaccano quando meno te l'aspetti, progettando, come i famosi animali striscianti, l'agguato di nascosto, mostrando così la loro falsità e soprattutto ferendo le persone a te care. La poesia è un disprezzo personale verso di loro, un rifiuto eterno per elevare le vere figure che invece dalla nascita mi e ci danno il vero esempio di vita: i nostri genitori, coloro che ci crescono, siano essi i veri o gli acquisiti. Genitore si nasce, non si diventa.

L'autore
Daniele Lapenna

Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so

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Commenti (3)

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M
Maria Rosy2 aprile 2010

Bella questa poesia Ma da me nessuno viene a riferirmi se non di loro stessi. Quai a parlar di fatti altrui Ma so che lo fanno in molti, se trovassero altri passatempi il mondo andrebbe meglio Applauso ...ma non sono solo i parenti le malelingue non trovi?

A
Antonio Terracciano2 aprile 2010

Scriveva il grande Raffaele Viviani nella poesia "'E meglie pariente": "Si 'ncuntre a nu parente avota 'o vico, e gràttate e fa 'e ccorne, ca sta gente, cu 'a scusa ca t'è sango e t'è parente, te leva 'e ppelle 'a cuollo. Si' cu mmico?" Sono d'accordo anche con la nota dell'autore.

Enrico Baiocchi2 aprile 2010

Una poesia diretta e spesso terribilmente veritiera, scaturita certamente da un vissuto comprovato. Fortunatamente non è sempre così e son d'accordo con Maria Rosy che il veleno non viene solo dai parenti, spesso i cosiddeti amici sanno fare di peggio per non parlare di "colleghi". Molto apprezzata nei versi splendidamente rimati. Molti applausi all'autore.