Dies irae
Il fuoco divampò,
arsero i boschi,
l'acqua sfumò in vapore,
sparute greggi implosero
in un caos primordiale.
Nei miseri abituri
intonaci sbreccati
come cenci consunti,
e nubi sfilacciate,
ogni odore d'umano
sconfinò nel vento,
ogni segno di vita
svanì nella tregenda.
Scoppi e boati di granate
urli di polvere e di carne:
e non rimase impronta
delle città dell'uomo.
In queste terre sole
la guerra non lasciò la vita,
ma la totale assenza,
baratro pronto ad ingoiare
anche un refolo di vento.
22 ottobre 2004
©
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
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