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Impressioni 14 giugno 2006 · lettura 1 min · 926 letture

Dies irae

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Carlo Digiovanni 105 poesie pubblicate
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Il fuoco divampò, arsero i boschi, l'acqua sfumò in vapore, sparute greggi implosero in un caos primordiale. Nei miseri abituri intonaci sbreccati come cenci consunti, e nubi sfilacciate, ogni odore d'umano sconfinò nel vento, ogni segno di vita svanì nella tregenda. Scoppi e boati di granate urli di polvere e di carne: e non rimase impronta delle città dell'uomo. In queste terre sole la guerra non lasciò la vita, ma la totale assenza, baratro pronto ad ingoiare anche un refolo di vento. 22 ottobre 2004
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L'autore
Carlo Digiovanni

Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,

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