Regressione
Non so se desiderare l'esser morto,
è non amare la vita, giacché sento d'amarla, comunque;
ma vorrei già esser sepolto
non in un orto, ma dentro un fiume
tra i giochi d'acqua di Bangkok,
o della Birmania o dell'India,
dove è semplicemente sparire
come un'apocope il mio nome
senza beneficiare d'un soave dormire
allietato dal dolce sognare
sotto il fango dei pali, dove
i cormorani sostando
sono ciò che io non fui:
cantano, danzano, stendendo
le umide ali al sole
delle ultime nove primavere
E se adesso è inverno,
chiurlano cose d'amore,
scuotendo le increspate onde
ansimanti a riva, come
gli ultimi gemiti d'agonia
dell'inseparabile Malamuth
che non vide mai la neve
ma volle condividere con me
l'ultimo alito,
l'ultimo sguardo,
l'ultima conferma ad un patto d'amore,
la vita che ritornava alla vita.
©
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L'autore
salvatore falcone
vivo a Messina.Ho studiato a Roma.Amo scrivere e confrontarmi con chi ha questa passione.
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